martedì 23 agosto 2011

E ci mancava pure il terremoto

Eh sì, tanto ormai lo sapete tutti: oggi a New York c'è stato il terremoto.
Erano quasi le due del pomeriggio, io ero stata troppo occupata con il lavoro (manca poco alla Fashion Week!) e non avevo ancora pranzato. Stavo tornando a sedere alla mia scrivania dopo essermi provata davanti allo specchio delle nuove cinture appena arrivate, quando tutto ad un tratto il palazzo ha cominciato a BALLARE avanti e indietro, portando con sè nel suo traballamento lampadari, vetrinette, scarpe, armadietti. Tranquilli, a parte tanta paura non è successo nulla di grave, a New York fanno sampre molto rumore per nulla. C'è infatti chi il terremoto non l'ha nemmeno sentito e chi non si è accorto di nulla. Sarà che il mio palazzo a Soho è molto vecchio e io mi trovavo al quarto piano...ma io l'ho sentito eccome...le mie gambe hanno continuato a tremare anche dopo la fine del terremoto...Dopo quanto successo, avrei voluto condividere l'accaduto, parlare delle mie emozioni e della mia paura...ma i datori di lavoro Made in Usa non si fermano davanti a niente. Come se nulla fosse si sono rimessi subito al lavoro...d'altronde The Show Must Go On!

Anna

sabato 30 luglio 2011

L'egoismo

Era da qulache giorno che non mi sentivo bene. Mi sentivo debole, spossata con una nausea piu' o meno permanente.
Ho sospettato un Dracula Junior.Non ho detto niente a Giorgio,volevo aspettare. Poi un giorno mi sono svegliata con la nausea fortissima. Per Dracula non ho mai vomitato, adesso ci ero vicina. Sono corsa in bagno, con Giorgio che gia' pensava alla camera Deluxe per il parto al Beth Israel hospital.
Ma non era Dracula Junior, era un semplice virus ( comunque Draculesco in quanto trasmessomi da Dracula stesso).
La sera del giorno dopo mi sentivo meglio ho detto a Giorgio di andare al lavoro che ce l'avrei fatta da sola. Alle 8 il dolce Dracula si e' addormentato nel suo lettino e io finalmente ho potuto stendere le membra esauste.
Folle, dopo due giorni di digiuno, ho mangiato una barretta kinder.
La Fine.
Sono passati pochi minuti e la nausea e' tornata, piu' forte di prima. Non sono mai stata cosi' male in vita mia. Non riuscivo nemmeno ad alzarmi da letto.Sono caduta in terra , vomitando. Avevo una sensazione di svenimento, i brividi freddi.
Da terra ho sentito Dracula piangere, prima piano, poi sempre piu' forte. Che si fosse svegliato per il tonfo della mia caduta? O forse si sentiva male come me e vomitava anche lui e poteva soffocare da solo di la'...
Non ce la facevo ad alzarmi, le braccia , le gambe erano immobili. Non avevo la forza nemmeno di arrivare al telefono, che era a pochi centimentri di distanza. In quei due o tre minuti di semi-incoscienza il mio unico pensiero era lui, il mio bambino. Continuavo a immaginarmelo sofferente, da solo, al buio. Sentivo il suo pianto e il dolore mi stringeva il cuore. Poi ce l'ho fatta, erano passati pochi minuti ma mi sono sembrati un'eternita'.L'ho stretto forte, fortissimo.Si e' addormentato tra le mie braccia.
Mia mamma ha sempre detto che sono egoista. Forse e' vero, di quell'egoismo della mia nonna centenaria che ti fa scorrere il dolore addosso, di quell'egoismo che ti fa volerti bene e "sopravivvere" di fronte a cose per cui non c'e' una spiegazione.
Forse aveva ragione. Un figlio ti cambia la vita.Mi sentivo morire ma il mio unico pensiero era per lui.

Camilla

mercoledì 20 luglio 2011

Alexander e il massaggio rilassante

Un giorno di febbraio, stanca dopo 10 ore consecutive di lavoro, con pausa pranzo americana (mangiare di fronte al computer) e con a malapena il tempo per fare pìpì, non riesco a trattenermi e dico alle mie colleghe: "ehi, sapete cosa mi ci vorrebbe adesso? Un bel massaggio rilassante." L'effetto è unanime: tutte e tre chiudiamo gli occhi, abbozziamo un sorrisetto e ci immaginiamo stese sul lettino di una SPA... Il mio capo vede le nostre facce, si impietosisce e cosa fa? Ci regala il tanto famigerato massaggio rilassante. La SPA è troppo costosa, quindi il massaggio ci verrà offerto a domicilio.

Dopo aver convinto Antonio a non tornare a casa prima della conclusione del massaggio (posso concedermi un momento tutto per me o è proibito??), finalmente un venerdi sera tornata a casa dal lavoro, mi siedo sul divano ed aspetto impaziente l'arrivo di Alexander. 10 minuti di ritardo. Ora sono 15. Ehi mi sta chiamando! Ciao Alexander...no è il numero 355 non 155. Ok ti aspetto. O mamma mia gli ho dato l'indirizzo sbagliato...

Dopo altri 15 minuti ecco Alexander. E' tutto sudato, si è trasportato a mano il lettino pesantissimo per non so quanti blocchi...colpa mia che gli ho dato l'indirizzo sbagliato...E' dell'Uzbekistan, ha una laurea nel suo paese e qui fa il fisioterapista in uno studio privato nel Westchester. Apre il lettino, è velocissimo. Diciamo che all'inizio sono un pò titubante: Alexander sta legando le gambe del lettino con dello spago per evitare che tutto crolli...speriamo bene...poi ci stende sopra una coperta e mi chiede se voglio che l'accenda...ma è una coperta termica!! Dopo la lavatrice e la piastra per capelli credo sia l'invenzione che preferisco! Ok Alexander, accendi a 30 gradi, io sono freddolosa!
Mi metto sul lettino a pancia in giù e mi viene da ridere (io ho questo problema: non so trattenermi. Ovunque io sia se mi viene da ridere rido e basta): la faccia va posizionata in un buco ovale che permette cosi di respirare e stare comodi, perfettamente stesi. Dai Anna basta ridere e rilassati. Alexander accende una musica di sottofondo...

...e che vi devo dire? Il massaggio è durato un'ora e 20 minuti. E io per un'ora e 20 minuti mi sono dimenticata di tutto: ho spento l'interruttore e la vita newyorkese si è come bloccata...mi sono rilassata come forse mai in vita mia e quando Alexander mi ha sussurrato che aveva finito ero nella fase rem del sonno. Mi sono alzata traballante e Alexander mi dice di sedermi e di non uscire per almeno un'ora, in modo da prolungare l'effetto rilassante. Lo ringrazio mille volte e gli chiedo il suo biglietto da visita per fargli pubblicità.

Mi stendo sul letto e sto per addormentarmi quando sento uno scatto alla porta. Antonio è tornato. "Amore ci sei? Dai che dobbiamo andare a fare la spesa da Fairway!" "No amore, Alexander mi ha detto che non posso uscire per almeno un'ora!" "Ma il frigo è vuoto non possiamo aspettare ancora, dobbiamo andare!" E va bene...alziamoci e andiamo...ciao Alexander...la cold room mi aspetta!

Anna

lunedì 6 giugno 2011

The sleep doctor

Lo so , sono ripetitiva. Ma dovete capire che il problema "sonno" e' un problema serissimo nella vita dei neogenitori. Chi mai trovasse un rimedio farebbe miliardi con le truppe di genitori deprivati di sonno che pagherebbero cifre inimmaginabili di fronte al miraggio di otto ore di sonno filate.
Gia' vi avevo raccontato che Dracula aveva deciso di cominciare le sue giornate ben prima del canto del gallo....Beh ha ricominciato...e in maniera ancor piu' "dolorosa".
Dopo circa una settimana di risvegli intorno alle 5.22 ( si perche' Dracula ha anche delle origini svizzere oltreche' rumene probabilmente) mi stavo avviando con delle occhiaie inconfondibili verso il parco per far scatenare la belva sperando in un suo crollo ed ho incontrato la mia vicina di casa Jill.
Mi ha chiesto come stavo ed io, quasi con le lacrime agli occhi, le ho raccontato la mia ultima settimana di non sonno.
A parte che nella stessa mattina del mio incontro con Jill, DiavolDracula aveva combinato le seguenti:
-mangiato circa 20 chicchini del cibo del gatto
-messo i piedi dentro la cassetta del gatto e ravanato ben bene ( lo dicevo io che pensa di essere un gatto)
- salito in piedi sul tavolo e rovesciato 2 volte la mia tazza di latte dopo aver provato a berla con conseguente mio urlo dovuto al timore dell'assunzione di caffeina da parte di Draculino
-tolto in qualche modo il volume al televisore dopo aver toccato tutti i pulsanti del telecomando e tolto le pile
- lavato la faccia e le mani con l'acqua del water ( dopo averci buttato dentro anche lo spazzolino da denti)
- e ultima della mattinata.....dopo essere arrivato non so come ad una mensola "altissima' aver tirato fuori un pacco di crackers e sbriciolati tutti sul pavimento ridendo al rumore che facevano sotto i suoi piedini malefici.
Ero esausta.In quelle condizioni mi avrebbero potuto vendere la sabbia nel deserto.
Jill mi parla del Dottore del Sonno.
E' una specialista nei disturbi del sonno dei bambini. Appena Jill volta l'angolo "googlo" il nome, trovo il numero, le lascio un messaggio disperato.
Mi richiama dopo poco e mi dice che la sua parcella e' $250 ( ammazza!) e che le sue visite si svolgono a casa, nell'ambiente del bambino.
Accetto e mi dice che puo' venire la sera dopo...Alleluiaaaaaaaaaaa
Si presenta il giorno dopo alle 630 in punto( andra' d'accordo con Dracula lo Svizzero che anche quella mattina si era svegliato alle 522)
Comincia a farmi un po' di domande, mentre Dracula ,dopo averla osservata per qualche secondo, comincia a darle i pizzicotti sui piedi, tirarle una palla in testa,prenderle il cellulare e chiamare tutti i suoi contatti. Lei sorride pacata.
Alla fine delle nostre chiacchiere mi consiglia di:
- Dare un sonnifero per cavalli a Dracula...Scherzo!! mettere una white noise machine ( che sono quelle macchinette che fanno rumori tipo pioggia) per non far sentire a Dracula i rumori che vengono da fuori
- metterlo a letto piu' presto ( dice che paradossalmente prima va a letto piu' dorme)
- mettere delle tende scure in camera sua.
La sera stessa faccio le prime due.( Ero quasi tentata di andare a comprare le tende alle 8 di sera ma Giorgi mi ha fermato).
Miracolo. Diavolo ha dormito fino alle 645. Da li ha cominciato a dormire sempre fin dopo le 630 che , per chi ha figli, e' un ottimo risultato.
W the sleep doctor !!!
Buonanotte...
Camilla

giovedì 2 giugno 2011

Ma come farei senza di te?

Ma come farei senza di te?! Me lo chiedo spesso in questi giorni...penso alle mie giornate prima di conoscerti, prima di averti: buie, spente, noiose. Tu hai portato la luce nella mia vita. Non riesco nemmeno ad immaginare la mia vita senza di te ormai: tutto sarebbe inutile, senza senso. Vorrei starti sempre vicino, coccolarti, portarti con me ovunque. La mattina mi sveglio, giro lo sguardo e vedo che sei lì di fianco a me e mi sento tranquilla, tranquilla perchè so che di te mi posso fidare, tranquilla che tu non mi tradirai mai. E' sì, non so proprio come ho fatto a vivere senza un Blackberry!

Finalmente ho potuto dire addio al mio telefono schifoso per passare alla quarta generazione di telefonini (o siamo solo alla terza? vabbè fa lo stesso). Che dire? E' stato amore a prima vista!Ho ben 5 differenti indirizzi email che posso monitorare continuamente, appena mi arriva un'email...eccolo che vibra! E non solo email: messaggistica istantanea, Facebook, Messenger, Twitter, MySpace, YouTube...insomma, un sogno...o un incubo, dipende dai punti di vista.

Per ora lo adoro, forse anche troppo...vabbè tanto sono a New York, al massimo me ne vado in rehab!

Anna

mercoledì 18 maggio 2011

Chinatown, NY

Tri-be-ca. Triangle below Canal street.Ecco dove vive la mia famiglioula "americana". Tribeca e' il quartiere di De Niro e delle famigerate "mamme di Tribeca", delle scuole pubbliche di lusso e dei supermercati organici( che secondo me sono una gran presa di c...).
Da canal street invece comincia Chinatown.
Chinatown mi ha sempre affascinato, sin dalla mia prima visita a NY.
Mi hanno affascinato i suoi colori, i suoi odori ( forti),le faccie segnate dei vecchi che giocano a scacchi nel parco,i pesci che nuotano nelle vasce dei pescivendoli,la gente che ti spinge, la lingua incomprensibile.
A chinatown il 99% della popolazione e' cinese, non cinese americano,cinese.
Sono pochi quelli che parlano inglese, tutto e' in cinese anche nei cartelli di catene di banche, Mc Donald, supermercati.
Io e Filippo ci avviamo spesso per le sue viuzze incasinate con gran divertimento.
L'ultima volta la nostra destinazione era l'honk Kong supermarket, un supermercato consigliatoci per i suoi prezzi da Alicia, la mia amica cinese.
Dovete sapere che dracula, oltreche' venire dalla Transilvania, ha anche delle origini orientali. Io ne sono certa e vi spiego perche'.....
Qualsiasi donna o bambina di origini orientali che veda perde completamente la testa. La segue, la abbraccia, non vuola lasciarla pur non avendola mai vista prima.
E allora io lo porto a chinatown.
Ci siamo avviati verso l'Homk Kong market un sabato pomeriggio, non pensando che poteva non essere la giornata piu' adatta.
Quello che ci si' e' presentato davanti all'ingresso e' stata una marea umana, dagli affascinanti occhi a mandorla.
Eravamo gli unici senza gli occhi a mandorla, anzi io era l'unica. Dracula della Muraglia Cinese era perfettamente a suo agio.
L'honk Kong Market e' stato una scoperta incredibile.
Ci trovi di tutto...l'importante e' non essere schizzinosi.
Appena entri c'e' il banco del pesce. Chiaramente dracula ha cacciato una mano in una delle vasche coi pesci vivi ( e della roba marrone che vive con loro nelle vasche) e ho dovuto trascinarlo via prima che cercasse di 'salvare "uno dei pesci.Io non ho comprato niente, Alicia un pescione che sembrava ormai centenario...non sapevo che i Cinesi avessero un tale rispetto per gli animali da mangiarli una volta che fossero morti di vecchiaia.
Siamo poi passate ai corridoi dei prodotti in scatola. Ho comprato pacchi di pasta De cecco per 50 centesimi( quei ladri di whole food li vendono a $2.50), biscotti al cioccolato ( organici cinesi garantiti ahahaha), gelato giapponese,frutta,verdura( anche queste sicuramente organiche),maionese piccante e altre cose consigliate da Alicia.
Dracula toccava il cielo con un dito. Addirittura parlava con tutti quelli che ci passavano accanto, adesso ho capito che non capisco mai cosa dice perche'in realta' dracula parla cinese...ebbene si.
Siamo usciti dopo un'ora carichi di roba, di cui la meta'non abbiamo mangiato,ma felici di aver fatto un salto alle origini(Dracula-san) e di aver fatto la spesa in un supermercato dove le mele non siano lucidate a specchio( io!)
Camilla

martedì 17 maggio 2011

I giorni di pioggia

Stamattina mia mamma mi ha telefonato al solito orario, l'unico in cui può essere sicura di trovarmi: le 9:10 di mattina. Se sbaglia anche solo di un minuto tutti i nostri piani di sentirci vanno a rotoli. Deve chiamarmi esattamente quando sto salendo le scale della metropolitana verso Varick Street,verso la superficie, così da poter chiacchierare durante il mio tragitto a piedi verso l'ufficio. Il tempo utile per la telefonata è 7 minuti. E' capitato che il suo orologio fosse avanti di 3 minuti e quindi la nostra telefonata poteva durare solo 4 minuti, troppo pochi per chi vive a un oceano di distanza. Quando poi mi deve passare anche il babbo o la sorella, ecco che la situazione si complica...ma ormai si è specializzata ed è abbastanza puntuale, mentre io quando scendo dalla metro ho già il telefono in mano aspettando che squilli.
Questa mattina sono arrivata al lavoro con le lacrime agli occhi. Ci sono volte in cui mi chiedo chi me l'abbia fatto fare,lasciare il Bel Paese per trasferirmi a New York. Io e Antonio ripetiamo sempre la stessa cosa: se ci avessimo riflettuto un pò di più non saremmo mai partiti, ma è questo il bello,siamo partiti senza pensare. Adesso, dopo quasi 2 anni, ho una lista dei pro e dei contro lunghissima, lista che ho potuto stilare solo con l'esperienza diretta sul campo....Comunque, dicevo che stamattina ho trattenuto le lacrime a stento. Qui a NY è ancora autunno: stivaletti, jeans, maglioncino, giacca di pelle, sciarpa e ombrello costante ormai da 10 giorni. Stamattina invece mia mamma mi ha fatto sentire il rumore delle onde.
"Pronto mamma?"
"Ciao Anna, senti qui e indovina dove sono! (rumore delle onde del mare)"
"Mamma sei al mare..."
"Sì sono al mare, si sta benissimo, c'è caldo e cosa ancora più bella c'è pochissima gente, la spiaggia è deserta!"
Io faticavo a tenere l'ombrello, avevo già i capelli arruffati dalla pioggia, i pantaloni dal ginocchio in giù tutti bagnati e il cervello che mi gridava: ricordati perchè sei qui, ricordati perchè sei qui, ricorda ricorda...
E' inutile, ci sono giorni (di pioggia) in cui è veramente difficile ritrovarsi lost in the apple, l'unica cosa che vorrei fare è prendere un aereo e tornare a casa. Ma poi tengo duro, stringo i denti e cerco di ricordarmi i motivi per cui sono partita, quelli che mi fanno stare meglio, che mi fanno entrare in ufficio e sorridere. I motivi di una scelta che non è giusta o sbagliata, ma è stata una scelta, e io, sotto la pioggia e senza lavatrice, sono qui per viverla.

Anna