domenica 30 maggio 2010

Sex and the teething…..ovvero DENTINI Part 2 dei prossimi due anni!!!

Eravamo arrivate a:

Ore 1 A mali estremi Estremi Rimedi…Non chiamate subito il telefono azzurro…non ho fatto nulla di “estremo al mio dolce Draculino”!! Pero’ mi sono messa la giacca, ho lasciato il piccolo urlante a Giorgio(non molto contento) e mi sono avventurata nella notte. A fare cosa direte voi? Ha perso la testa? Voleva scappare? Eh no, miei cari, io vivo a NY!! Qua la “Pharmacy” e’ aperta tutta la notte e soprattutto hanno di tutto di piu’…anche senza prescrizione medica. La maggior parte dei rimedi per Neodraculini, come dice il caro Doc. Cohen, sono dei rimedi piu’ che altro per la mamma stessa, per farla sentire sicura di aver fatto tutto il possibile per il suo amato bebè. In realta’ fanno poco o nulla. Non importa mio caro Dottore, voglio provarle tutte……anche perche’ come si sente dire spesso…mamma serena=bimbo sereno.

Faccio due blocchi e sono alle porte del paradiso, DUANE READE PHARMACY. Ecco corridoio 2, reparto bambini. Ce n’è per tutti i gusti:

- per la mamma “classica” il vecchio rimedio della pomatina per ammorbidire le gengive;

-per la mamma “organica” le pasticchine omeopatiche che calmano il dolore (si chiamano CAMILIA..un segno del destino?);

- per la mamma “pratica” l’anello gommoso da mettere in frigo e far mordere a Draculino cosi’ da anestetizzargli le gengivine (e tutto il resto…questo lo pensa la mamma “sfinita”);

- per la mamma “interventista” c’e’ l’antidolorifico in piccola dose che dovrebbe far anche dormire il piccolo urlante.

Io sono la mamma ” che ci va ci vole” e prendo tutto. Arrivata a casa fiera dei miei acquisti trovo draculino e Draculone (Giorgio) che dormono beatamente abbracciati…ma comeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!?

Ripongo ordinatamente tutti i miei acquisti perche’ siano pronti per l’uso e mi sdraio accanto ai miei angeli.

Ma la notte non e’ finita, e’ appena cominciata….e gli angeli diventeranno diavoli……

Camilla

giovedì 27 maggio 2010

L’angolo del guardaroba, #2

Urban Outfitters, $58

Eccoci al secondo appuntamento con L’angolo del guardaroba. Questa settimana vi presento le mie scarpe, comprate da Urban Outfitters. Come Forever 21, anche questa è una catena di negozi disseminati per tutta Manhattan. Il prezzo è un pochino più alto, ma vi svelo un segreto: ogni singolo negozio ha al suo interno un “Angolo delle Occasioni”: nascosto alla vista, magari infilato nel settore più buio del secondo piano o dietro a una parete divisoria, ecco spuntare borse a metà prezzo, vestitini scontati del 30% e articoli per la casa a prezzo ridotto.

Quindi, se vi dovesse capitare di entrare, fatevi guidare dal vostro fiuto per le shopportunità, superate velocemente le prime mensole e i primi espositori, seguite “la luce”, l’odore inconfondibile dell’affare, e lasciatevi trasportare, fiduciose del vostro istinto, verso quell’angolo di negozio che vi farà tornare il sorriso per il resto della giornata! Io lo faccio sempre!

Anna

mercoledì 26 maggio 2010

La mia prima “celebrity”

Kate Moss

In un grigio e freddo pomeriggio di dicembre decido di consolarmi del fatto che sono una tirocinante non retribuita facendo shopping (il mio motto: spendi oggi quello che guadagnerai domani). Decido quindi di avventurarmi per le strade di Soho in cerca del regalo consolatorio. Entro in vari negozi, fino a quando alla fine trovo un bel cappottino: grigio, maniche a 3/4, cortino (lo so, per il freddo polare che c’è a NY d’inverno non è molto funzionale..ma è così bello!).

Ah sì, mi sta proprio bene, direi che quasi quasi mi fa anche più magra…ok lo compro. Esco dal negozio, felice e soddisfatta del mio acquisto: mi sento bene con me stessa e la mia autostima è ai massimi livelli.

Ad un certo punto, davanti al ristorante Balthazar, vedo una calca insolita: staranno distribuendo campioncini gratuiti di balsamo per capelli? Mi avvicino per cercare di capire cosa stia succedendo e ad un tratto capisco: sono tutti appostati per cercare di avvistare una celebrity che sta mangiando dentro il ristorante. E deve essere anche un personaggio importante, visto che scrutando in mezzo alla folla mi accorgo che ci saranno 40 paparazzi! Altro che Zequila o il mago Otelma! Finalmente potrò vedere una vera celebrity in carne ed ossa! Mi avvicino a due giapponesi per chiedere informazioni e mi rispondono che da quello che hanno potuto capire, stanno tutti aspettando una famosa top model…della quale però non ricordano il nome…e te pareva!

Ad un certo punto dalla folla si alza un unico grido: Kate Kate Kate!!! Ed eccola è lei: Kate Moss. Bellissima. Magra. Angelica. Magra. Alta. Magra. Un’apparizione di non più di 5 secondi. Apre la porta del ristorante, occhiali scuri, circondata da 3 guardie del corpo, fa 5 passi, sale sul SUV nero che la sta aspettando proprio lì davanti (ma non era divieto di sosta?) e se ne va.

Certo, diciamo che dopo aver visto Kate Moss, che potrei descrivere con un solo aggettivo: perfetta, la mia autostima non è più ai massimi livelli in cui si trovava 15 minuti prima, ma direi piuttosto che ha toccato un minimo storico…ma io non mi demoralizzo, tiro fuori dalla sportina il mio cappottino nuovo, me lo infilo sorridente sfidando il freddo polare newyorkese e continuo a camminare…pronta per la mia prossima celebrity!

Anna

Incidenti di percorso….

Allora come avrete capito qualche notte fa mi sono tatuata una mela sul polso. Sì proprio una mela, come la mela della Big Apple, penso, anche se non mi ricordo praticamente nulla. Ho dei flash ma niente di piu’…beh almeno non ho sentito male! E almeno e’ piccolina…considerando poi lo stato in cui ero avrei potuto farmela tranquillamente tatuare in fronte.

La mattina dopo mi sono presentata per il mio primo giorno di lavoro in condizioni PESSIME. Ho mangiato 500 gomme (da cui e’ risultato un pancione gonfio come una mongolfiera), ma continuavo a sentirmi il sapore di rum in bocca…almeno avessi sentito quello della menta dei circa 40 Mojito che mi sono bevuta.

La ragazza di Lucky Magazine con cui avevo scambiato le email dall’Italia, Kristen, mi ha accolto sotto la sua ala protettiva. E’ molto bella, di quella bellezza che piace piu’ alle altre donne che agli uomini, non so se capite cosa voglio dire.

Dopo circa mezz’ora  Kristen mi ha detto che avrei partecipato al mio primo “staff meeting’, ovvero una riunione con lo staff del nostro dipartimento del giornale. Circa 20 americane bionde e magre erano sedute ad un enorme tavolo. Kristen mi ha presentato…ma di tutta la sua presentazione ho capito solo il mio nome e cognome. Sicuramente pero’ avra’ detto delle cose carine, dato che tutte mi sorridevano. E io sorridevo, senza capire nulla, quando sorridevano loro. Ridevo, quando ridevano loro, annuivo , quando annuivano loro. Per fortuna non mi hanno fatto domande, non ce l’avrei fatta. Avevo anche la nausea.

Dopo il meeting Kristen mi ha fatto fare un giro degli uffici e mi ha invitato a pranzo alla caffetteria. Come potevo dire di no? Ma anche come potevo anche solo “respirare ” odore di cibi quando avevo gli urti di vomito? Ce la dovevo fare. E in qualche modo ce l’ho fatta. Non voglio raccontarvi come perche’ non sarebbe piacevole.

In qualche modo, e sottolineo qualche, sono riuscita ad arrivare al termine del mio primo, glorioso, giorno di lavoro.

Quando sono uscita ho inalato a pieni polmoni l’aria fresca. Non potevo prendere la metropolitana, ma nemmeno spendere in taxi (avevo il flash tra l’altro di aver offerto qualche “round ” di shot ai ragazzi la sera prima…quando bevo voglio sempre fare la splendidona…che CO…..ONA……) allora ho deciso di farmi una bella passeggiata. Prima una sigaretta sulla panchina di fronte all’ufficio (giusto per preparare i polmoncini).

Ne ho  approfittato per guardare il cellulare, non l’avevo mai preso in mano in tutto il giorno. Avevo circa 20 messaggi.

18 di mia madre che e’ preoccupata perche’ sono due giorni che non mi faccio viva, la solita STR…dice.

Gli altri due sono uno di Franci che lamenta i miei stessi sintomi. L’altro di Ale. Ale. Ale. Ale…… Posso scriverlo perche’ tanto lui ha detto che, a parte per il suo lavoro ,ODIA internet.

Penso di averlo baciato ieri sera.

bacio alcolico

Carlotta

lunedì 24 maggio 2010

Sex and the teething…..ovvero DENTINI Part 1 dei prossimi due anni!!!

Filippo, il mio dolce bimbo, sorrideva sempre. Dopo la famosa fase della witching hour, ovvero l’ora delle streghe in cui fino ai 4 mesi piangeva come se non ci fosse un domani, era diventato l’HAPPY BABY del libro del mio amato Dottor Cohen (ma questa e’ un’altra storia).

Poi un giorno la scorsa settimana ha cominciato a gridare di nuovo. Forte, adesso coi polmoncini di un bimbo di 5 mesi. Oddio cos’ha? Vediamo un po’ i sintomi:

1) Sbava come un lama

2) Grida

3) Morde tutto

4) Due palline bianche sulle gengive

5) Guarda con avidita’ il pollo arrosto nel mio piatto

Beh forse sta mettendo i denti????? Non sicura , dato che ha solo 5 mesi, decido di portarlo dal Dott. Cohen il giorno dopo. Pero’ adesso c’e’ da passare la notte…le mamme che stanno leggendo capiscono cosa voglio dire.

ore 730 (di solito orario in  cui dopo un bacio e una ninna nanna metto il bel mostricciattolo nella sua culla chiudo la porta e lui dorme dopo qualche versetto). E’ sveglio come un grillo, completamente sbavato, morde la culla, grida a intermittenza. Decido di tirarlo su e provare a farlo addormentare in braccio.

ore 830 E’ un’ora che lo cullo, canto (con la mia vocina delicata), provo a stenderlo con il latte (niente, morde anche il biberon ma non mangia), provo a stenderlo in altri modi (ahahahah)…NULLA.

ore 10 Mi si chiudono gli occhi, lui ha gli occhi del Diavolo spalancati e la bocca mordace.

ore 12 Un inferno…Draculino non molla.

Ore 1 A mali estremi estremi rimedi……..

Camilla

domenica 23 maggio 2010

Out and about…Part 2

“Franci dai ci sediamo??”. Sono al Bar di Civetta da un’ora. Mi sono bevuta tre e dico tre bicchieri di vino rosso, ho una fame che addenterei il braccio pasciuto della mia vicina di sgabello e soprattutto non capisco perchè dobbiamo aspettare un’ora una persona, MALEDUCATA, per mangiare.

“Dai Carlotta, rilassati, se tra 5 minuti non arriva ti prometto che ci sediamo”, mi dice Francesco. Continuo a guardare in direzione della porta.

Eccolo.

Sono sicura che sia lui.

Alto, castano chiaro, abbronzato, casualmente trasandato e soprattutto assolutamente senza fretta(tanto è solo un’ora che lo aspettiamo.)

Abbraccia Francesco. “Scusa” dice, “ho perso la cognizione del tempo in camera oscura” (camera oscura di sti c…penso io!!). Ci stringiamo la mano velocemente, io gli rivolgo lo sguardo da “Carlotta la Scocciata”, lui o non si accorge o fa finta di non accorgersi e mi sorride.

Finalmente si mangia!! Eh lo so, se non mangio io perdo la testa! La cena scorre veloce, veloce perchè io mi perdo nei racconti dei “newyorkesi’, gia’ solo sentirli parlare della loro “quotidianità” mi sembra anni luce dalla mia realtà italiana….Alessandro, il fotografo ritardatario è pieno di storie. ”Vive” a NY da 5 anni, dico vive con le virgolette perchè è sempre in viaggio. E’ uno spirito libero, o almeno così si definisce (come poteva non esserlo???). Lavora per tutti e per nessuno, in realtà l’unico con cui fa i conti alla fine di una giornata è solo se stesso. Gli vengono proposti lavori da giornali, quotidiani, tv, sempre in giro per il mondo. La sua passione è la fotografia di “facce” come dice lui, non volti, facce rende molto di più l’idea.

Ce ne andiamo da Civetta dopo 4 bottiglie di vino e due ore di chiacchiere da amici di vecchia data. “Andiamo a bere qualcosa nel mio bar segreto”, chiede Ale (l’ho chiamato cosi’ alla terza bottiglia). Io e Francesco andiamo, gli altri a letto. Beh in effetti è l’1 e io domattina devo essere al giornale alle 9….pero’ al Bar Segreto non posso rinunciare, mezz’ora e vado a nanna.

Angolo sulla Settima Avenue. Porticina nera. Ale bussa. Un saluto veloce e scendiamo le scale buie con un sottofondo jazz. Pochi tavolini, luci basse, musica alta, atmosfera speakeasy. Il primo giro di Mojito me lo ricordo….poi ho solo dei flash….io che ballo con Francesco, Ale che scatta un milione di foto, una sigaretta sui gradini della casa di Carrie Bradshaw.

Poi il suono della sveglia. Sono le otto. La testa mi scoppia. Sono completamente vestita (anche le scarpe). Ce la posso fare, una doccia e sarò come nuova…beh nuova non credo, ma almeno riuscirò ad aprire gli occhi che mi sembrano incollati con il Superattack o forse con Saratoga il silicone sigillante! Mi spoglio velocemente e noto un cerottone sul polso. In realta’ adesso che ci penso mi fa anche un pò male. Ma cosa ho combinato???? Lo stacco…..no, ma perchè?? Perchè sono così rincoglionita??? La apple non me la scorderò mai.

Bacio

Carlotta

sabato 22 maggio 2010

Out and about …Part 1/2

So che state morendo dalla curiosità di sapere come è andata a finire la mia cena…ma negli ultimi giorni non vi potete immaginare cosa mi è successo! Domani racconto…Promesso!

bacio

Carlotta