venerdì 30 luglio 2010

Volare..oh oh…. Part 2

Cinture allacciate. Sedilino di Dracula allacciato. Draculino steso dal latte. Marito con la paura di volare.

Ci aspetta una meravigliosa vacanza. Cosa sono 8 ore di volo con un piccolo di 7 mesi? UN INFERNO.

La prima ora scorre abbastanza liscia…la quiete prima della tempesta. Mangiamo la pasta di plastica e il panino congelato col burro, guardando compiaciuti il nostro angioletto che dorme. Sono le 9, anche noi adesso possiamo dormire. Ci sistemiamo alla bell’e meglio, accartocciati su noi stessi ma talmente stanchi che riusciremmo a dormire anche in un centimetro quadrato. Passano dieci minuti e sento qualcosa che mi preme sul fianco. Cerco di spostarmi. Continua. Con piu’ forza. Si unisce anche un leggero lamento. Devo tirarmi su.

E’ Draculino. Spinge con i piedotti sul mio fianco. Speriamo sia solo per sistemarsi e che si riaddormenti. Ha gli occhi chiusi. Uno si apre…oh cazzz……..un grido dilania i miei timpani e sicuramente quelli delle tre file davanti e dietro. Sento imprecazioni che volano. Gente che si rigira e sicuramente maledice chi porta i bambini sugli aerei. Io facevo lo stesso. Solo che adesso si tratta di me e Draculino. Cosa fare? Lo riempio di cibo. Gli caccio il bibe pieno di latte in bocca. Dopo 10 minuti dorme beato. Che faccia da angioletto. Mi riaccartoccio sul mio sedile. Passa mezz’ora e un altro grido mi fa quasi cadere per terra. Nulla.  Non vuol piu’ dormire. Ha gli occhi spalancati come una civetta. Shhhh, gli dico dolcemente. Altro grido. I moccoli e le imprecazioni dei vicini imperversano. Mi chiudo in bagno. Ma c’e’ un odore…dopo mezz’ora devo uscire, non ce la faccio piu’. Altro latte…..cosa mi potevo aspettare se non…..

1 litro di latte= 1 kg di cac………….

Cambiarlo nel bagnetto dell’economy non e’ una passeggiata. Diciamo che ha lasciato la sua firma dappertutto, il caro Draculino. Pero’ che ridere……

Dopo nove ore di cac e latte e grida ci chiedono di allacciare le cinture…si atterraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

Morale della favola: se potete fatevi una bella vacanza a un’ora da casa…..se proprio dovete prendere l’aereo con un neonato portatevi polli arrosto e un sacco di pannolini!

Camilla

giovedì 29 luglio 2010

Il “refund”, ovvero Non tutto e’ perduto


Vi è mai capitato di tornare a casa dopo una lunga giornata di shopping, tirare fuori dalle sportine i vostri acquisti, e chiedervi con un nodo alla gola e con il sudore sulla fronte: “Ma questo cosa l’ho comprato a fare?! Non mi serve, non mi piace nemmeno e mi fa pure più grassa!”. In Italia purtroppo c’è ben poco da fare, al massimo potete tornare al negozio e cambiare il vostro acquisto con qualcos’altro (sempre che non sia stato comprato in saldo) oppure nel peggiore dei casi potete riciclarlo come regalo per qualche amica antipatica per il prossimo Natale. Il senso di colpa comunque rimane indelebile. A New York invece tutto questo non accade perchè, va bene non hanno le lavatrici e nemmeno il bidet, ma hanno una cosa stupenda chiamata refund. Eh sì, qua mica scherzano, qua se una cosa non ti convince ritorni al negozio, mostri lo scontrino e i soldi ti vengono restituiti. Tutti. Non si tengono nemmeno un dollaro per il disagio, per farci un dispetto, per cercare di farci cambiare idea. Niente! Ci ridanno i soldi indietro fino all’ultimo centesimo. E abbiamo fino a 90 giorni di tempo per avere il nostro refund! In Italia per avere un rimborso possiamo incatenarci alle porte del negozio, minacciare di chiamare la polizia, l’Adiconsum o la Nasa, ma niente! I soldi indietro non c’e’ verso di farseli ridare…e’ la legge!


E non è finita qui. Se per un caso fortuito dovessimo perdere lo scontrino, non disperate, non tutto è perduto! I negozi americani accettano resi anche senza receipt, l’importante e’ che l’articolo che vogliamo restituire sia effettivamente uscito dal loro negozio. In questo caso non otterremo un rimborso, ma solamente un buono dello stesso valore. E vi pare poco?

Lo scorso mese mi e’ capitato di comprare un paio di stivali verde pisello solo per il piacere di uscire dal negozio con una sportina (oppure solo per regalarmi una piccola soddisfazione dopo una lunga giornata di lavoro…non ricordo!). Tornata a casa, davanti allo specchio, a mente fredda, mi sono resa conto che effettivamente il verde pisello non e’ un colore tanto facile da abbinare…quindi il giorno dopo sono ritornata al negozio, ho presentato lo scontrino, riconsegnato gli stivali senza nemmeno una domanda da parte del cassiere, e me ne sono tornata a casa con il mio bel rimborso nel portafoglio. Pero’ ancora adesso mi chiedo: avro’ fatto bene?? A me il verde pisello piace!!!

Anna

lunedì 26 luglio 2010

Al fuocooooo

Sicuramente vi sarete chiesti che fine avevo fatto..vero? No purtroppo non ho vinto 60 milioni di dollari alla lotteria, ne’ sono scappata a Las Vegas con l’uomo dei miei sogni……..

Al fuoco nel senso vero della parola, del fuoco, di un incendio. Non vi preoccupate, niente di grave. Solo che oltreche’ di fritto  del ristorante cinese di sotto, adesso i miei vestiti sanno anche di fumo. Beh cosa e’ successo? In parole povere il ristorante cinese sotto al mio appartamento e’ andato a fuoco…probabilmente perche’ il cuoco stava correndo per acchiappare un gatto per farlo arrosto….

Non mi ricordo dove eravamo arrivati, forse al mio weekend negli Hamptons. Magico. Un sogno. Ma i sogni diventano realta’ una volta rientrati dagli Hamptons a Manhattan. E il principe azzurro confessa di aver appena chiuso una storia e di non potersi buttare subito in un’altra…ma non poteva dirmelo prima? Non importa…noi forti come un budino al cioccolato non lo cerchiamo, evitiamo i posti dove possiamo incontrarlo….ma lo incontriamo lo stesso! Sara’ un caso? Il nostro subconscio ci spinge a fare cose che in realta’ non vorremmo non essendo kamikaze?

Comunque, il principe nel mese successivo al sogno l’ho incontrato per tutta Manhattan.

Uptown, downtown, East village, West village, Soho , Nolita, Tribeca.

Tutte le volte bella come il sole con un vestito fresco ma usato di Tokio Seven…il mio vintage store preferito. E lui non poteva resistermi. Ma io potevo resistere a lui. Quasi sempre.

Una sera il mio amico editor mi invita alla Boom Boom Room. Era tanto che ci volevo andare, la mattina dopo dovevo lavorare ma…..sarei andata , un drink e a nanna. Non avevo fatto i conti con i gatti arrosto cinesi.

Siamo saliti e quando si e’ aperto l’ascensore ho visto NEW YORK. Poi pero’ ho visto anche lui. In un angolo, come sempre. Mi ha sorriso, un bacio leggero sulla guancia.

Abbiamo parlato un po’, profumava di New York. Mi ha detto che era appena tornato da un reportage in Afghanistan. I volti dei bambini afghani erano il soggetto del reportage. Dovevo assolutamente vedere le foto. A casa sua.

Vedere le foto. A casa sua.

Mezz’ora e ci siamo baciati nella sua camera oscura. Sono scappata, ho paura ma questa e’ un’altra storia. Ero felice pero’, camminavo leggera in cerca di un taxi nel West village. Finche’ non sono arrivata sotto casa.

Cosa ci fanno otto camion dei pompieri sotto casa mia? E soprattutto cos’e’ il fumo che esce dal ristorante cinese?

L’incendio ha bruciato il ristorante…io gia’ mi facevo i film sulla mafia cinese, quando invece molto meno poeticamente il cuoco si e’ distratto tra un involtino primavera e l’altro. E casa mia? Solo i vetri spaccati dai pompieri e un gran odore di fumo. Il computer distrutto dallo scarpone di un firefighter (un onore pero’ Camilla!!!)

Seduta sul gradino di casa coi resti di wantung fritti. Impossibile dormire a casa. Non  mi resta che tornare al castello. Dal principe.

Bacio

Carlotta

venerdì 23 luglio 2010

Volare..oh oh…. Part 1

Chiaramente andando in Italia non si potevano evitare le 9 ore di volo…con pupo annesso. La partenza gia’ avrebbe dovuto farci annusare la tempesta che si sarebbe scatenata di li’ a poco……….

Il mio caro maritino si era messo d’accordo con un car-service per far venire a prendere la famiglia Brambilla che andava in vacanza…….Si era raccomandato che ci mandassero una macchina spaziosa dato che oltre al mio e suo piccolo bagaglio (il suo piu’ grosso del mio giuro!!!) c’erano anche tutte le cose di Draculino.

Situazione:

40 gradi all’ombra

Valigie di 100kg l’una

Draculino urlante (caccone)

Mamma isterica

Papa’ moccolante

Per fortuna il car service arriva puntuale. Giorgi ha gia’ portato giu’ tutto, mi sembravano poche cose adesso che sono tutte insieme mi vien male al pensiero del viaggio. Giorgio e il taxista cominciano a incastrare tutto nella macchina……..Il passeggino non ci sta. Dobbiamo metterlo davanti. Anche il tassista e’ sfinito e lo spinge con una tale violenza che taglia il sedile di pelle…ho paura che gli esploda una vena del collo da quanto e’ rosso…ma non dice assolutamente nulla. Si vendichera’ dopo.

Ce l’abbiamo fatta, siamo tutti sopra. Dopo circa 20 minuti siamo completamente fermi. Un incidente. Amore, non facciamoci rovinare la giornata, stiamo andando in vacanza….in realta’ anch’io vorrei prendere a calci il taxi. Ci mettiamo 2 ore contro i classici 45 minuti. Siamo gia’ distrutti.

Scarichiamo tutto. “Quant’e'?” chiede Giorgio. Sono 140 dollari. Giorgio e’ bianco. La tariffa normale sono 55. Ma avevi chiesto vorrei dirgli…ma ho paura che mi tiri un pugno.

Ci avviamo al check in…almeno li’ filera’ tutto liscio…no?

In realta’ anche li’ perdiamo piu’ di 40 minuti perche’ Dracula non ha il posto…lasciamo perdere. Come tante mamma sapranno anche il processo dei controlli di sicurezza (bimbo in collo, passeggino ai raggi x, marito incaz..o nero) non sono la cosa piu’ divertente del mondo!

Ma alla fine ce la facciamo. Siamo piazzati su una fila da 4: Giorgio a sinistra, Draculino nel mezzo sul suo sedile, io a destra.

Allacciate le cinture si parteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!

Camilla

giovedì 22 luglio 2010

TREMATE…Le streghe son tornate…

Eccoci….io dopo una lunga e meritata vacanza, Carlotta La Rinco che aveva smesso di scrivere per un “incendio” che lei stessa vi raccontera’…Io dopo un volo di 15 ore (sempre guasti tecnici) col pargolo che non ha gradito molto l’alta quota…
Adesso dopo circa 80 ore di non sonno il piccolo draculino (ancora niente denti ma anche con le gengivine che morsi!) è crollato…. Domani cominceranno i nostri racconti dell’ultimo mese e mezzo….
Buonanotte…RONF…che Dio me la mandi buona e soprattutto Draculino…

Camilla

mercoledì 21 luglio 2010

Manhattan Wardrobe Supply

"Hanging Jewelry Keeper", Manhattan Wardrobe Supply, $16

Strano ma vero: una volta tanto ho fatto un acquisto intelligente. Ho speso i miei sudati dollari in una cosa davvero utile: un porta-gioielli (se poi è bigiotteria va benissimo lo stesso!) da armadio composto da 80 tasche di diverse misure e con incorporata una gruccia all’estremità superiore per poter essere appeso…geniale!!! Nel mio appartamento c’erano anelli, bracciali, collane, orecchini, spille, elastici, fiori per capelli sparsi dappertutto. Sul comodino si era creata una montagna di bigiotteria e tutte le mattine dovevo svegliarmi 10 minuti prima per districare le collane tra loro. Poi un giorno una prof del FIT decide di tenere una lezione in questo negozio, il Manhattan Wardrobe Supply, che ha praticamente rivoluzionato la mia vita e i miei armadi. In questo negozio all’ottavo piano di un palazzo nel Garment District si può trovare tutto quello a cui prima di allora non avevamo nemmeno mai pensato ma che una volta entrate lì dentro ci sembra ESSENZIALE e ci chiediamo esterrefatte: ma come ho fatto a vivere 32 anni senza questa crema magica anti-macchia o questi bottoni da jeans usa e getta? E’ quello che ho pensato io quando ho visto il porta- bigiotteria!! Adesso ogni mattina posso dormire un pò di più, Antonio è contento perchè la casa è in ordine, e io ho ri-scoperto collane e bracciali nascosti nei meandri più impensabili dei miei cassetti.

Ed ogni volta che torno a casa e tolgo dalla sportina una collana o un paio di orecchini e li infilo in una delle 80 tasche a mia disposizione, mi sento molto meno in colpa, perchè so che alla base di tutto c’è un acquisto intelligente!

Anna

lunedì 19 luglio 2010

La bella lavanderina di Manhattan

Laundry Room

Io vi invidio. Voi non vi rendete conto di quanto siete fortunati. Sì, voi. Voi che in casa avete una lavatrice. Bè e cosa c’è di strano, vi starete chiedendo. Di strano c’è che qui a Manhattan la stragrande maggioranza degli appartamenti non ce l’ha. Ma come mai? Me lo sono chiesta tante volte anch’io. La risposta più gettonata, e forse anche la più probabile, è anche la più semplice: gli appartamenti sono troppo piccoli e la lavatrice non ci sta.


Quindi, per fare il bucato, le opzioni sono due:

1. se si è fortunati la lavatrice è condominiale, e quindi di solito, nel basement del palazzo, e cioè nel seminterrato, c’è una stanza con delle lavatrici e della asciugatrici che funzionano con tessere prepagate o monete;

2. se non si è così fortunati, si deve uscire di casa e andare nelle lavanderie pubbliche.

Io appartengo alla prima categoria: nel mio palazzo, nel seminterrato, ci sono 4 lavatrici e 4 asciugatrici che funzionano con una tessera prepagata.

Provate ad immaginare quanto sia scomodo e stressante non avere la lavatrice in casa. Ogni volta che devo fare il bucato devo: tirare fuori dallo sgabuzzino la cesta con i panni sporchi. Mettere dentro alla cesta il detersivo e l’ammorbidente. Ricordarsi di prendere su la tessera. Vestirsi decentemente, nel caso si incontri qualcuno. Prendere su le chiavi dell’appartamento. Uscire con tutta la roba che ti spacca le braccia. Chiudere la porta. Chiamare l’ascensore. Arrivare di sotto. Mettere i panni in lavatrice. Attivarla. Ritornare di sopra. Aspettare 34 minuti. Tornare di sotto con la cesta, la tessera e il profumatore per l’asciugatrice. Mettere nella cesta i panni che si rovinano nell’asciugatrice (il 90%) per portarli ad asciugare nell’appartamento. Infilare i restanti nell’asciugatrice. Salire di nuovo. Aspettare 55 minuti. Scendere di nuovo con la cesta. Risalire. Praticamente devo scendere e risalire in tutto 6 volte. E voi non potete nemmeno immaginarvi quante cose possono andare storte:

1. arrivata di sotto mi accorgo che nella tessera prepagata non ci sono più soldi: +2 viaggi.

2. arrivata di sotto tutte le lavatrici sono occupate: +2 viaggi.

3. arrivata di sotto mi accorgo che tutte le asciugatrici sono occupate: in questo caso cosa si fa? Si torna di sopra con tutti i panni bagnati e poi si torna di sotto, +2 viaggi, o si aspetta che una delle quattro finisca il ciclo: +0 viaggi ma +tempo perso? (o si abbandonano i panni nella lavatrice, si manda tutti a quel paese  e chi se ne frega? mmhh questa mi piace)

4. se non si è veloci e non si rispettano i tempi, 34 minuti per la lavatrice e 55 minuti per l’asciugatrice, qualche condomino poco educato, sceso anche lui per  fare il bucato e trovando tutte le lavatrici occupate, potrebbe prendere tutti i vostri panni e buttarli sul tavolo sporco, rotto e vecchio che si trova proprio lì davanti. Una volta mi è successo e non potete nemmeno immaginarvi cosa ho fatto per vendicarmi…

Anna