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domenica 14 novembre 2010

UGG, Jimmy Choo e la pioggia

UGG by Jimmy Choo

UGG by Jimmy Choo



Piove. Anzi diluvia. Si dice che il vero newyorkese si riconosca dal fatto che quando piove non apra l'ombrello. Non ce l'ha, lo lascia direttamente a casa. Forse non ne possiede nemmeno uno. Bè, io sono italiana, e l'ombrello quando piove lo apro. Quello che frega è che qui di solito la pioggia è imprescindibile da un altro elemento atmosferico che si rivela fatale: il vento. Non c'è pioggia senza vento. Questo comporta automaticamente che quando io apro l'ombrello per proteggermi debba lottare con tutte le mie forze per evitare che si rigiri al contrario, cioè mi si distrugga appena esco di casa. Per evitare che questo accada, ovviamente devo riuscire a creare una specie di barriera contro il vento...il che a volte si rivela più faticoso di un'ora di palestra. E tutta questa fatica per cosa? Per quanto mi riguarda, il mio obiettivo ultimo è evitare che mi si bagnino i capelli per far sì che i 5 minuti persi la mattina per farmi la piastra non vadano perduti. Per il resto è tutto inutile: dalle ginocchia fino ai piedi di solito sono sempre molla fradicia, la borsa si può strizzare appena arrivo in ufficio, insieme al cappotto. Ma finchè i capelli sono asciutti, ogni sforzo non è mai fatto invano.

Mercoledi scorso diluviava. Io mi trovo su Mercer Street, appena uscita dall'ufficio. Il vento soffia fortissimo e io per proteggermi tengo l'ombrello esattamente di fronte a me, la mia vista completamente oscurata. Praticamente andavo avanti alla cieca. Ad un certo punto, era inevitabile, sbatto contro qualcosa di metallico. Inclino la testa quel tanto che basta per vedere di cosa si tratta e mi trovo davanti delle transenne di metallo che delimitano una lunga fila di persone. Ma cosa fanno questi pazzi sotto la pioggia?!? Devono avere veramente un buon motivo per starsene in coda con questo tempaccio! Cercando sempre di proteggere i miei capelli, cerco di capire cosa sta succedendo...ed ecco svelato l'arcano: la fila di pazzi comincia davanti al negozio UGG. Il noto brand australiano ha lanciato in esclusiva una collezione limitata dei suoi famosi stivali in collaborazione con quel genio di Jimmy Choo che, nemmeno a dirlo, è andata a ruba. Le shopaholics di Manhattan, ovviamente non si sono fatte intimidire da un pò di pioggia e hanno sfidato il maltempo pur di accaparrarsi un paio di UGG disegnato da Jimmy Choo...e chi può dargli torto??!

Ok. E adesso che faccio? Proseguo o cedo alla tentazione e mi metto in fila? Questo però vorrebbe dire chiudere l'ombrello e bagnarmi. Dai Anna non fare la stupida. Fila dritto a casa! A te gli UGG non piacciono nemmeno!
Riprendo a camminare, svolto l'angolo, mi dirigo verso la metropolitana. Mi fermo. Un attimo. Jimmy Choo. Jimmy Choo. Jimmy Choo?? Ma chi se ne frega della pioggia! Di corsa torno indietro, sono tutta bagnata ma non mi interessa. Mi metto in fila davanti al negozio, chiudo l'ombrello per non dare fastidio a nessuno e guardo le ragazze di fianco a me. Ci scambiamo uno sguardo d'intesa...in fondo...non può piovere per sempre!

Anna
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venerdì 9 luglio 2010

Chi ha perso una paperella a Soho?

Lost Duck

Nelle ultime settimane, lungo le vie di Soho e dell’East Village e’ sempre piu’ frequente vedere, appiccicati a pali della luce, muri o tronchi degli alberi, questi volantini gialli che reclamano la perdita di una paperella. Si, avete presente le paperelle galleggianti che usano i bambini per divertirsi nella vasca da bagno? Qualcuno, non si sa come, ne’ quando, ne’ tantomeno perche’, si e’ preso la briga di stampare questi volantini e di mettersi poi ad appiccicarli in giro.

La paperella ovviamente ha dato vita da parte mia alle piu’ strane interpretazioni:

1. sara’ forse il lancio pubblicitario di qualche nuovo prodotto? (ovviamente non una paperella…ma magari potrebbe essere proprio il logo di una nuova azienda);

2. forse e’ il nome di un locale in fase di apertura?;

3. e’ l’idea di un pazzo? (probabile).

Ma la domanda che mi sorge spontanea e che mi crea una certa inquietudine pero’ e’ questa: che faccio se la paperella la trovo veramente??!!

Anna

martedì 6 luglio 2010

Havaianas ai piedi, Manolo Blahnik nella borsa

Ecco quello che ho trovato stamattina mentre mi recavo al lavoro: l’intera parete di un palazzo a Soho ricoperta dalla pubblicità delle infradito Havaianas.

Greene Street, Soho

Le ragazze americane vanno pazze per le Havaianas. Spostarsi a Manhattan per chi è abituato a camminare sui tacchi non è facile. Ogni giorno è una nuova sfida: metropolitane da prendere al volo, taxi da fermare in corsa in mezzo alla strada, bus perennemente carichi di gente. Inoltre, non si è mai così fortunate da avere l’ufficio esattamente all’altezza della fermata della metro o del bus, quindi poi si deve affrontare anche una bella camminata. Morale della favola: le ragazze americane hanno l’abitudine di uscire di casa con le infradito ai piedi e le scarpe col tacco nella borsa, pronte poi a cambiarsi sulla strada fuori dall’ufficio, in ascensore o sul pianerottolo. Newyorkers docent.

Anna

mercoledì 19 maggio 2010

Demi/Ashton            

Giravo in bicicletta ieri per Soho e ho visto un gruppetto di ragazzi che seguiva un coppia. Mi sono avvicinata ed ho riconosciuto Demi Moore e il suo giovane marito Ashton. Lui altissimo, lei minuscola. Lui sportivo, lei coi tacchi a spillo. Lui che mangiava una fetta di pizza (di Joe’s pizza buonissima!!!!), lei che sorseggiava Evian.

Sara’ vero amore?

Ai posteri l’ardua sentenza………..D’altronde io sono bella, magra, intelligente, simpatica e mio marito e’ brutto, grasso, sciocco, antipatico…..anche di noi si chiederanno la stessa cosa!! AHAHAHAHAHAHA (questo mi costerà un bel pizzicotto stasera!).

Camilla