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mercoledì 30 giugno 2010

Forever 21 fashion show: al lavoro! (e c’è anche la foto di Brett!)

Romantic Look

Brett
FOREVER 21 a Times Square
FOREVER 21  a Times Square

Subito dopo avere “svestito” Brett, mi avvicino alla prof che  nel frattempo sta spiegando come sono suddivisi i carrelli con i vestiti e in che ordine i modelli sfileranno. I “temi” della sfilata sono cinque: downtown, romantic, preps, hippie e street (il mio caro Brett è finito in questo gruppo alla fine).

Io sono assegnata al tema romantic, che e’ in assoluto il mio preferito: gonnelline svolazzanti, canotte trasparenti, gilet di pizzo, collane di perle, anelli enormi, bracciali luccicosi. Le mie compagne di lavoro sono una ragazza brasiliana e una ragazza di origini italiane, che continua a ripetermi ridendo una delle poche parole italiane che conosce “bonazzi” (???). Noi tre siamo affidate a ben 7 modelli: 6 ragazze ed un ragazzo. Prima che  questi siano pronti per essere vestiti studiamo i vari look per essere preparate quando arriveranno truccati e pettinati.

Eccoli!

Ciao Irina ciao Iana, ok brave spogliatevi, ecco mettete i vostri vestiti qui per terra. Irina infilati questa gonna e le calze e poi sopra devi metterci i calzettoni. E adesso tieni la canotta e il gilet. Riesci a infilarti tutti questi bracciali da sola? Va bene faccio io. Iana tu a che punto sei? Aspetta che ti abbottono la camicia. Attenta al trucco! Non sporcare niente! Jessica tutto a posto? Bene sei stata velocissima! Sì aspetta tira su i capelli che ti metto le collane. Ok siete pronte!!! Andate andate mettetevi in fila, adesso tocca a voi!!

(Mamma mia come sono belle!!! Devo ricordarmi di mettermi a dieta!!! Se fossi più magra i vestiti mi starebbero meglio!!!)

La musica parte a tutto volume e la prof ci dà il permesso di metterci in un angolo e guardare la sfilata. Noi corriamo tutte contente per approfittare di questa grande opportunità (di solito infatti rimaniamo nel backstage aspettando che i modelli tornino per  poi svestirli, ma questa volta la sfilata è un pò più lunga e quindi abbiamo qualche minuto per godercela anche noi…evviva!) I modelli e le modelle partono dal primo piano del negozio, scendono poi sulle scale mobili, fino ad arrivare all’ultimo piano mentre gli invitati possono così ammirare loro e soprattutto i loro vestiti a qualsiasi piano si trovino. Qui poi sfilano su una passerella e si mettono in posa per i fotografi.

Persa tra musica, vestiti, flash dei fotografi, applausi degli ospiti, sento a malapena la prof che ci richiama al lavoro…svelte i modelli stanno tornando! Ed ecco che si ricomincia a spogliarli!!!

Anna

lunedì 28 giugno 2010

Forever 21 fashion show: Brett

Brett è -issimo.

Io guardo immediatamente quali sono i vestiti che dovrà provarsi: canotta bianca con stampa, giacca verde, berrettina in lana (la sfilata è per la Collezione Autunno-Inverno 2010), guanti e sì, ci sono anche loro, i jeans. Prendo in mano le grucce. La berretta mi cade. Mentre la raccolgo vedo con la coda dell’occhio che Brett è già in mutande di fronte a me. Ok Anna. Passagli prima i jeans. Così se li mette e sei a posto. Bravo Brett bravo, fai da solo vero? Adesso mettiti la canotta e la giacca, bravissimo! Ed ecco tieni la berretta verde…come i tuoi occhi…Anna stai focalizzata sui vestiti! O mamma mi ha detto qualcosa!!! “Ahah (risata isterica) hai ragione i jeans ti stanno veramente troppo stretti!”. Ed ecco che Brett se ne va, la stylist deve approvare il suo look. Io guardo le altre ragazze: una mi fa l’occhiolino, l’altra ok con la mano, un’altra ancora mi dice “Lucky you!”. Ma io non mi sento per niente fortunata! Sono timida!

Dopo 5 minuti Brett è già di ritorno. Si toglie come prima cosa i jeans, poi mi passa la canotta, la giacca, la berretta e i guanti. Ed eccolo di nuovo in mutande di fronte a me. E questo è solo l’inizio!

Anna

venerdì 25 giugno 2010

Forever 21 fashion show: the beginning

FOREVER 21 a Times Square

Alle 1830 spaccate mi trovo di fronte al nuovo negozio Forever 21, blindatissimo per l’evento al quale si può partecipare solo su invito. Times Square e’ sempre la stessa: luci, rumori, colori, un delirio insomma. Con circa 40 gradi io sono tutta vestita di nero, pantaloni lunghi e camicia, senza anelli nè bracciali che rischiano di rovinare i vestiti. Mi dirigo sulla Broadway, al numero 1540 . L’entrata del negozio e’ sovrastata da 3 immensi schermi che alle 21 trasmetteranno in diretta la sfilata. Mi avvicino al bestione della sicurezza e gli comunico che sono una dresser volontaria. “Ok entra”, mi dice. Sorrido al bestione. Lui impassibile. Cominciamo bene. Entro e sento su di me gli sguardi invidiosi di tutte le ragazze che stanno cercando di corrompere la sicurezza per poter avere accesso al party…che soddisfazione! Entrare in un negozio Forever 21 vuoto, senza musica, senza ragazze impazzite che si rubano i vestiti dalle mani, e’ una sensazione stranissima: sono sicura che non rivedrò mai più gli scaffali così in ordine e i colori così ben distribuiti! Il negozio e’ su 4 piani, il piano terra e 3 piani sotterranei. La sfilata si terra’ all’ultimo piano e il backstage quindi si trova anch’esso al Lower Level 3, come lo chiamano qui. Mi infilo sulle scale mobili, circondate da bestioni che controllano che nessuno esca dal percorso delle scale per rubare qualcosa, e arrivo al backstage, nascosto nell’angolo piu’ remoto del piano.  Appena entro vengo abbagliata da luci, colori, voci, schiamazzi…siamo nel backstage di Forever 21, non di Calvin Klein…e si vede! A destra sono posizionati tutti i truccatori e i parrucchieri (che piastre straneeee, ok Anna ricordati la marca). Ognuno ha il suo tavolino corredato di specchio gigante e un faretto. Su ogni tavolo ci sono centinaia di cosmetici! Creme, ombretti, spray, mascara… guardo tutto come in un sogno…io a malapena so darmi il lucidalabbra! A sinistra dell’ingresso invece, ci sono 5 carrelli con i vestiti, suddivisi a seconda del modello/a che dovrà indossarli (sulle grucce sono appiccicati i cartellini con i rispettivi nomi).


Mentre aspettiamo che la prof e le sue assistenti ci assegnino ad una modella/o mangiamo qualcosa al catering (di solito non siamo mai trattate così bene…): panini con prosciutto e brie, grissini, taaanta verdura (siamo pur sempre ad una sfilata e le modelle oltre a quella non mangiano niente!) e la mia adorata Coca Light.

Ed ecco che, come sempre attorniati da un’aura di luce, entrano i modelli, 5 maschi e 23 femmine. Solita storia degli -issimi: magrissimi, altissimi, bellissimi. Le modelle cominciano a sottoporsi una alla volta alla “tortura” (così dicono loro!!) di trucco e parrucco, mentre i ragazzi parlano  o leggono un libro. Ad un tratto una delle assistenti della prof si avvicina e ci comunica che dobbiamo  velocemente vestire 6 modelle/i che ancora non hanno provato i loro abiti. Anna tu vesti Brett. Ok. Un attimo. Cos’è che ha detto?? Brett?? Un ragazzo?? Nooooooooooo!!!!!!!!!!!

Anna

giovedì 24 giugno 2010

E stasera…Forever 21 fashion show!


Quindi, stasera alle 1830 saro’ una dresser volontaria per la sfilata che Forever 21 terra’ a Times Square all’interno del nuovo negozio e trasmessa attraverso un mega schermo poi all’esterno. Sono emozionata! A noi volontarie e’ stato richiesto di vestire tutte di nero, con scarpe molto comode (l’attesa per i modelli/e e’ lunga) e possibilmente con una borsa piccolina a tracolla, in quanto lo spazio sara’ veramente ridotto (questo e’ un problema perche’ le mie borse sono tutte enormi!).


Ho trovato altre informazioni riguardo al megastore: e’ disposto su 4 piani (ha preso il posto del Virgin Megastore), ci saranno 151 camerini (!) e 32 casse. Sara’ il piu’ grande Forever 21 degli Stati Uniti…ma non per molto. A breve aprira’ infatti un negozio a Las Vegas ancora piu’ grande!

Fatemi un grande In Bocca al Lupo e poi vi racconto come e’ andata!

Anna

mercoledì 16 giugno 2010

Quella volta che ho vestito i modelli di Calvin Klein, part 3


E va bene, ve lo confesso subito, non voglio prendervi in giro: la prof. mi ha assegnato ad una modella, una ragazza. Io non sono stata una delle elette scelte per vestire e svestire un modello. Forse avrà visto la fede che porto al dito o forse le altre volontarie erano raccomandate, fatto sta che io ho dovuto vestire Lilian, una stangona russa. Tutto sommato non posso lamentarmi: Lilian era una brava ragazza, educata e tranquilla. Così brava, educata e tranquilla che mi lasciava anche qualche secondo per sbirciare i ragazzi. E lo sapete cosa ho scoperto? Che alcuni modelli dovevano indossare solo i boxer..sìììì avete presente i boxer Calvin Klein? Per farla breve: sfilavano solo con le mutande! Provate ad immaginarvi la mia faccia quando ho capito cosa sarebbe successo: non vedevo l’ora di raccontarlo e mi veniva anche da ridere! Così, mentre alcuni, più timidi e riservati, hanno afferrato i loro boxer e sono andati a cambiarsi in bagno, altri, incuranti delle tante persone che avevano intorno, ma soprattutto della dresser a loro destinata, si sono tolti le mutande con cui erano partiti da casa, si sono fatti passare (no dai infilare no, non esageriamo) i boxer Calvin Klein e, devo ammettere, abbastanza velocemente, li hanno indossati, pronti per sfilare.


Che giornata memorabile!

Anna

Quella volta che ho vestito i modelli di Calvin Klein, part 2



Prime ad entrare nella stanza sono le modelle. Appena le vedo una domanda mi sorge spontanea: ma queste da quant’è che non mangiano??! Magrissime, bianche, con le occhiaie…ok, magari sarà l’invidia latente quella che sta parlando ora al mio posto, ma a me quelle stecchette sembrano tutt’altro che in salute.


E poi fu la luce.

Sì, la luce.

Quando i modelli entrano nella stanza il mondo sembra fermarsi al loro passaggio. Sono degli dèi. Avete presente quando passeggiando per la strada vi capita di incontrare un bel ragazzo, così bello che se stavate parlando le parole vi si bloccano in gola e non potete fare a meno di voltarvi a squadrarlo? Ecco, fate finta che quel ragazzo, quello che vi ha fatto seccare la gola e che vi ha fatto venire il torcicollo, non sia niente paragonato alla bellezza dei miei modelli (sì. Miei.). Sono tutti giovani, capelli chiari e occhi chiari. Visi angelici ma non troppo (alla fine a noi piacciono bastardi). Si presentano in showroom con jeans largo sdrucito, polo o t-shirt e scarpe da ginnastica. Alcuni hanno lo skateboard sotto braccio. Che dire di più? Secondo me hanno il passaporto per il pianeta degli uomini meravigliosi, dove ci si arriva con le macchine volanti o con il teletrasporto, sicuramente non con la metropolitana.

E voi pensate che questi extra-terrestri della bellezza siano in grado di vestirsi e svestirsi da soli? Ma per piacere!! Per mia/nostra fortuna…no!!!

Anna

domenica 13 giugno 2010

Quella volta che ho vestito i modelli di Calvin Klein, part 1

E’ sì cari miei. Avete presente quelle meravigliose creature che vedete in tv o nelle riviste di moda? Strapagate, bellissime, magrissime e perfette? Ebbene, non sono nemmeno in grado di vestirsi da sole. Sì avete capito bene. E come lo so? Perchè sono stata una dresser volontaria ad una sfilata di Calvin Klein. Cos’è una dresser?, direte voi. E’ una persona che aiuta i modelli/e nel backstage delle sfilate a vestirsi il più velocemente possibile  prima di sfilare sulla passerella. E’ un lavoro di grande responsabilità! Una dresser deve studiare in maniera perfetta il look che lo stilista ha scelto per quel determinato modello/a (attraverso alcune foto), deve poi assicurarsi che quei vestiti a lui/lei destinati siano in ordine e soprattutto che ci siano tutti e per finire deve vestire il modello/a di turno e svestirlo/a poi a fine sfilata. Sì, vestire e svestire.


La mattina della sfilata mi reco tutta intimorita all’appuntamento nello showroom di Calvin Klein: non sapevo cosa aspettarmi, era la mia prima esperienza e non volevo fare brutte figure, tanto che la sera prima avevo cercato su Google Images una foto di Calvin per essere pronta nel caso mi si presentasse davanti… Lo showroom è enorme, tutto bianco, minimale, proprio nello stile Calvin Klein. I vestiti sono tutti divisi a seconda dei modelli che li indosseranno e appesi su alcuni carrelli. Ma cosa c’è in quelle buste trasparenti? Mutande da uomo? Mah…

Mentre mi guardo intorno cercando di immagazzinare ogni minimo dettaglio, ecco che la prof. incaricata di organizzare e supervisionare noi dressers entra nel grande loft bianco e affida a noi volontarie diversi compiti: c’è chi deve usare uno strumento tipo il Vaporetto per togliere alcune pieghe rimaste sulle camicie, chi con le forbici deve tagliare le etichette più ingombranti, chi, come me, deve togliere gli adesivi bianchi dalla suola delle scarpe (mentre le modelle camminano non è professionale che si intraveda il bianco delle etichette).

E improvvisamente, quando tutto è pronto, inaspettatamente, senza avvisarci, così, di punto in bianco, la prof. grida: “fate entrare i modelli!!!”.
Anna