Visualizzazione post con etichetta calvin klein. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta calvin klein. Mostra tutti i post

mercoledì 16 giugno 2010

Quella volta che ho vestito i modelli di Calvin Klein, part 3


E va bene, ve lo confesso subito, non voglio prendervi in giro: la prof. mi ha assegnato ad una modella, una ragazza. Io non sono stata una delle elette scelte per vestire e svestire un modello. Forse avrà visto la fede che porto al dito o forse le altre volontarie erano raccomandate, fatto sta che io ho dovuto vestire Lilian, una stangona russa. Tutto sommato non posso lamentarmi: Lilian era una brava ragazza, educata e tranquilla. Così brava, educata e tranquilla che mi lasciava anche qualche secondo per sbirciare i ragazzi. E lo sapete cosa ho scoperto? Che alcuni modelli dovevano indossare solo i boxer..sìììì avete presente i boxer Calvin Klein? Per farla breve: sfilavano solo con le mutande! Provate ad immaginarvi la mia faccia quando ho capito cosa sarebbe successo: non vedevo l’ora di raccontarlo e mi veniva anche da ridere! Così, mentre alcuni, più timidi e riservati, hanno afferrato i loro boxer e sono andati a cambiarsi in bagno, altri, incuranti delle tante persone che avevano intorno, ma soprattutto della dresser a loro destinata, si sono tolti le mutande con cui erano partiti da casa, si sono fatti passare (no dai infilare no, non esageriamo) i boxer Calvin Klein e, devo ammettere, abbastanza velocemente, li hanno indossati, pronti per sfilare.


Che giornata memorabile!

Anna

Quella volta che ho vestito i modelli di Calvin Klein, part 2



Prime ad entrare nella stanza sono le modelle. Appena le vedo una domanda mi sorge spontanea: ma queste da quant’è che non mangiano??! Magrissime, bianche, con le occhiaie…ok, magari sarà l’invidia latente quella che sta parlando ora al mio posto, ma a me quelle stecchette sembrano tutt’altro che in salute.


E poi fu la luce.

Sì, la luce.

Quando i modelli entrano nella stanza il mondo sembra fermarsi al loro passaggio. Sono degli dèi. Avete presente quando passeggiando per la strada vi capita di incontrare un bel ragazzo, così bello che se stavate parlando le parole vi si bloccano in gola e non potete fare a meno di voltarvi a squadrarlo? Ecco, fate finta che quel ragazzo, quello che vi ha fatto seccare la gola e che vi ha fatto venire il torcicollo, non sia niente paragonato alla bellezza dei miei modelli (sì. Miei.). Sono tutti giovani, capelli chiari e occhi chiari. Visi angelici ma non troppo (alla fine a noi piacciono bastardi). Si presentano in showroom con jeans largo sdrucito, polo o t-shirt e scarpe da ginnastica. Alcuni hanno lo skateboard sotto braccio. Che dire di più? Secondo me hanno il passaporto per il pianeta degli uomini meravigliosi, dove ci si arriva con le macchine volanti o con il teletrasporto, sicuramente non con la metropolitana.

E voi pensate che questi extra-terrestri della bellezza siano in grado di vestirsi e svestirsi da soli? Ma per piacere!! Per mia/nostra fortuna…no!!!

Anna

domenica 13 giugno 2010

Quella volta che ho vestito i modelli di Calvin Klein, part 1

E’ sì cari miei. Avete presente quelle meravigliose creature che vedete in tv o nelle riviste di moda? Strapagate, bellissime, magrissime e perfette? Ebbene, non sono nemmeno in grado di vestirsi da sole. Sì avete capito bene. E come lo so? Perchè sono stata una dresser volontaria ad una sfilata di Calvin Klein. Cos’è una dresser?, direte voi. E’ una persona che aiuta i modelli/e nel backstage delle sfilate a vestirsi il più velocemente possibile  prima di sfilare sulla passerella. E’ un lavoro di grande responsabilità! Una dresser deve studiare in maniera perfetta il look che lo stilista ha scelto per quel determinato modello/a (attraverso alcune foto), deve poi assicurarsi che quei vestiti a lui/lei destinati siano in ordine e soprattutto che ci siano tutti e per finire deve vestire il modello/a di turno e svestirlo/a poi a fine sfilata. Sì, vestire e svestire.


La mattina della sfilata mi reco tutta intimorita all’appuntamento nello showroom di Calvin Klein: non sapevo cosa aspettarmi, era la mia prima esperienza e non volevo fare brutte figure, tanto che la sera prima avevo cercato su Google Images una foto di Calvin per essere pronta nel caso mi si presentasse davanti… Lo showroom è enorme, tutto bianco, minimale, proprio nello stile Calvin Klein. I vestiti sono tutti divisi a seconda dei modelli che li indosseranno e appesi su alcuni carrelli. Ma cosa c’è in quelle buste trasparenti? Mutande da uomo? Mah…

Mentre mi guardo intorno cercando di immagazzinare ogni minimo dettaglio, ecco che la prof. incaricata di organizzare e supervisionare noi dressers entra nel grande loft bianco e affida a noi volontarie diversi compiti: c’è chi deve usare uno strumento tipo il Vaporetto per togliere alcune pieghe rimaste sulle camicie, chi con le forbici deve tagliare le etichette più ingombranti, chi, come me, deve togliere gli adesivi bianchi dalla suola delle scarpe (mentre le modelle camminano non è professionale che si intraveda il bianco delle etichette).

E improvvisamente, quando tutto è pronto, inaspettatamente, senza avvisarci, così, di punto in bianco, la prof. grida: “fate entrare i modelli!!!”.
Anna